itenfrdeptrues

Convivenze, separazioni e divorzi.

Si riporta di seguito un brano raccolto dal Prof. Campagnolo in merito all'evolversi dell'orientamento legislativo relativamente a rapporti di convivenza omosessuale. Il pezzo fa parte di una raccolta di prossima pubblicazione in merito all'attività di matrimonialista e consulente per separazioni, divorzi, che è stata trattata dall'Avvocato Campagnolo sia da un punto di vista accademico sia in ambito processuale.
Lo Studio Legale Campagnolo può seguire i casi di separazione in tutti i suoi aspetti, civili, economici, umani; da una consulenza su vantaggi e svantaggi considerata dal punto di vista del diritto di ciascun coniuge relativamente al contesto economico e sociale della famiglia fino all'azione giudiziale per ottenere il riconoscimento dei diritti davanti alla legge.

1 . La nuova famiglia.

Sentenza Cassazione Prima Sezione Civile, n. 4184/12
sul ricorso  19306 - 2007 avverso il decreto della Corte d’Appello di Roma n. 5305/05.

Dott. Maria Gabriella Luccioli - Presidente .
Dott. Salvatore Di Palma - Relatore Consigliere.
Dott. Vittorio Ragonesi - Consigliere.
Dott. Maria Rosaria Cultera - Consigliere.
Dott. Maria Cristina Giancola - Consigliere.

 Abstract

 Chiamata a giudicare se la Repubblica Italiana riconosca e garantisca a persone dello stesso sesso, al pari di quelle di sesso diverso, il diritto fondamentale di contrarre matrimonio, la Suprema Corte ha affermato che, sebbene i componenti della coppia omosessuale, in stabile relazione di fatto - secondo la legislazione italiana - non possano far valere né il diritto a contrarre matrimonio, né il diritto alla trascrizione del matrimonio contratto all’estero, tuttavia essi sono titolari di un “ diritto alla vita familiare ”, e, in quanto tali, hanno diritto ad un trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata.

Svolgimento del processo.

In data 1 giugno 2002 i ricorrenti, entrambi cittadini italiani, hanno contratto matrimonio all’Aja (Paesi Bassi).
Successivamente, in data 12 marzo 2004, gli stessi hanno chiesto al Sindaco del comune di Latina - ove risiedevano - la trascrizione dell’atto di matrimonio. Tale richiesta è stata rigettata essendo, in motivazione, detto atto di matrimonio, formato all’estero, non suscettibile di trascrizione perchè contrario all’ordine pubblico.
Avverso il provvedimento di rifiuto della trascrizione gli stessi hanno proposto ricorso al Tribunale ordinario di Latina il quale - in contraddittorio con il Sindaco del comune di Latina e con il Procuratore della Repubblica presso lo stesso Tribunale - con decreto 10 maggio 2005 ha respinto il ricorso.
I medesimi ricorrenti hanno proposto reclamo avverso tale decreto dinnanzi alla Corte d’Appello di Roma, la quale con decreto del 16 luglio 2006 ha rigettato il ricorso.

 

Motivazioni della decisione d’appello.

 Rigettando quanto al motivo di reclamo, secondo il quale si sosteneva che la trascrizione dei matrimoni celebrati all’estero fosse atto dovuto e, per così dire, “ automatico ”, avendo essa, ai sensi dell’art. 17 d.p.r. n. 396 del 2000, natura meramente certificativa e dichiarativa, la Corte d’Appello adìta ha ribadito che, per la trascrizione, si richiede la sussistenza dei requisiti previsti dalla legge italiana per quanto riguarda lo stato e la capacità delle persone,.
Pur ammettendo che, specie negli ultimi tempi, l’istituto del matrimonio ha avuto nel contesto sociale, sia nazionale che sovranazionale, una notevole evoluzione, la Corte ha affermato come non sia allo stato rinvenibile, nell’Ordinamento nazionale, una siffatta fattispecie, essendo la diversità di sesso dei nubendi presupposto indefettibile insito nella comune accezione e nella tradizione sociale e giuridica dell’istituto matrimoniale.
Più in particolare, la Corte compie una breve disamina del dibattito sull’argomento in sede di Comunità Europea, richiamandosi, in tal senso, alle Risoluzioni del Parlamento Europeo 8 febbraio 1994, 16 marzo 2000, 14 luglio 2001 e 4 settembre 2003 sul tema dei diritti degli omosessuali, nonché alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, il cui art. 9 garantisce il diritto di sposarsi e di costituire una famiglia, ma “secondo le leggi nazionali che ne disciplinano l’esercizio”, non vietando né imponendo dunque le unioni tra persone dello stesso sesso.

 Motivazioni dei ricorrenti in Cassazione.

 Violazione degli artt. 2, 3, 10, 11 Cost. , art. 9 e 10 Carta di Nizza; art, 18 D.P.R. 396/2000 .

 I ricorrenti hanno preliminarmente dedotto la non contrarietà all’ordine pubblico ( interno ) della pubblicità del detto vincolo matrimoniale contratto all’estero, perchè altrimenti si sarebbero determinati effetti palesemente discriminatori.

Violazione degli artt. 2, 3, 29 Cost. ; art. 12 disp. prel ; 107, 108, 143, 143 - bis; 143 - ter, 156 - bis cod. civ ; art. 28 L. n. 218/1995.

I ricorrenti hanno criticato il decreto impugnato nella parte in cui si considera “ inesistente ” il matrimonio tra persone dello stesso sesso, adducendo ancora una volta il principio di non discriminazione e il diritto a costituirsi una vita familiare.

 

Violazione degli artt. 9 Carta di Nizza ; art. 8 e 14 Convenzione Europea dei diritti dell’uomo; artt. 2 , 3, 10, 2 co. Cost;  107, 108, 143, 143 - bis, 156 - bis cod. civ.

 I ricorrenti hanno dedotto come l’orientamento sessuale, condizione personale sulla quale non si può fondare alcun trattamento deteriore, sia stato assunto a presupposto per un’ evidente discriminazione.

 

Motivazioni della Suprema Corte.

 All’ufficiale di stato civile sono dalla legge attribuiti penetranti poteri di controllo sui presupposti e sull’eventuale contrarietà all’ ordine pubblico della trascrizione del matrimonio contratto all’estero.
Secondo costante giurisprudenza della Cassazione la diversità di sesso è requisito indispensabile per la stessa “ esistenza ” del matrimonio civile come atto giuridicamente rilevante [1].  La diversità di sesso sta come “ postulato ” implicito a fondamento dell’istituto, come emerge dall’art. 107,  primo comma, cod. civ. ,  nonché dall’art. 108 cod. civ. ( i quali prevedono che l’Ufficiale di stato civile celebrante riceva da ciascuna delle parti personalmente la dichiarazione che esse si vogliono prendere rispettivamente in marito e in moglie ) .
Tale postulato non è arbitrario, bensì è fondato su antichissime e condivise tradizioni culturali,  che risalgono addirittura ai romani classici.
A distanza di quasi due millenni, la stessa Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo ( 1948 ) richiama il matrimonio fondato sull’unione di un uomo e di una donna.
Al riguardo la Corte Costituzionale, chiamata a decidere, in riferimento agli artt. 2, 3, 29, 117 1 co. Cost. , la questione di legittimità costituzionale degli artt. 93, 96, 98, 107, 108, 143, 143 - bis, 156 - bis cod. civ. , nella parte in cui non consentono che persone dello stesso sesso possano contrarre matrimonio, con la sentenza n. 138 del 2010 ha dichiarato la questione non fondata  in riferimento agli artt. 2 e 117, primo comma, Cost.,  quest’ ultimo in relazione con gli artt. 12 della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e art. 9 della Carta dei diritti fondamentali dell’ Unione europea  [2].
La Corte Costituzionale ha in sostanza affermato che la coppia omosessuale ha diritto a vivere liberamente la propria condizione; ciò comporta che i singoli ( o entrambi ) i componenti di una coppia omosessuale abbiano diritto di chiedere, a tutela di specifiche situazioni, un trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata, pur senza che questo comporti il diritto al matrimonio della coppia di persone dello stesso sesso. Da qui discende la conseguenza, condivisa dalla prevalente giurisprudenza di Cassazione nonché dalla dottrina maggioritaria, che l’atto mancante di tale requisito sia inesistente.
Già da tempo, tuttavia, la mutata coscienza sociale suggerisce un’ interpretazione “ evolutiva ” del fenomeno, con conseguente rilettura dell’ art. 12 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e dell’ art. 9 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.
Tale indirizzo deve essere recepito nel nostro Ordinamento, in forza dell’ art. 117, primo comma Cost. , secondo il quale “ la potestà legislativa é esercitata dallo Stato e dalle Regioni  nel  rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ Ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali ”.
Più in particolare, per quanto concerne la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, nelle “ spiegazioni  “ di cui al commento all’art. 9,  è esplicitamente affermato come detto articolo non vieti né imponga la concessione dello status matrimoniale a unioni tra persone dello stesso sesso.
Giova rilevare, comunque, che lo stesso art. 9 della Carta, nel riconoscere “ il diritto di sposarsi e il diritto di costituire una famiglia “, riserva tuttavia ai singoli Stati membri dell’ Unione  la garanzia di tali diritti.
Ciò nonostante, la Corte Europea dei diritti dell’uomo, con la sentenza 24 giugno 2010 [3], pronunciata in un caso analogo, ha statuito, all’unanimità, che non vi è stata violazione dell’art. 12 e, a maggioranza, che non vi è stata violazione dell’art. 14, in relazione all’art. 8, della Convenzione.
Tuttavia, in un importantissimo obiter dictum, la Corte adìta ha affermato come il presupposto della diversità di sesso, stante il mutato contesto socio - culturale, non sia più operante, esortando  ( ed al tempo stesso demandando ) i singoli Stati membri a riconsiderare la questione.
Tale principio, secondo la Cassazione, deve essere recepito in quanto protetto e garantito dall’art. 2 Cost .
Secondo il combinato disposto delle sentenze delle due Corti[4], conclude la Cassazione, non è possibile né lecito il matrimonio tra persone dello stesso sesso, né tale negozio, pur se contratto all’estero, é trascrivibile;  tuttavia la coppia omosessuale è titolare del diritto ad  una “ vita familiare ”, nonché del diritto a vedersi riconosciuto in specifiche situazioni un trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata: “ L‘ intrascrivibilità delle unioni omosessuali dipende infatti non più dalla loro “ inesistenza “ e neppure dalla loro “ invalidità “, ma dalla loro inidoneità a produrre, quali atti di matrimonio, qualsiasi effetto giuridico nell’Ordinamento italiano “.

 

Commento alla sentenza

 Sentenza innovativa, coraggiosa, che si inserisce sulla scia di un fermento di rinnovazione che ha investito i Paesi europei e non solo, e che scuote i fondamenti stessi della civile convivenza.
Bene ha statuito la Suprema Corte: il matrimonio è atto solenne antichissimo, e ben radicato nella nostra cultura giuridica dal diritto romano.
Nell’ Ordinamento romano il matrimonio è “iustum si inter eos qui nuptia contrahunt connubium sit, et tam masculus pubes quam femina potens sit, et utrique consentant, si sui iuris sunt, aut etiam parentes eorum, si in potestate sunt [5].

 La sussistenza di questi elementi, tuttavia, non è sufficiente perché si abbiano iustae nuptiae: occorre, perchè si perfezioni il negozio, il requisito della materiale convivenza (affectio maritalis). In buona sostanza, il matrimonio romano si differenzia dal matrimonio moderno per essere una situazione di fatto, da cui l’Ordinamento fa discendere effetti giuridici.[6]
Paradossalmente, dunque, una nozione antichissima per il diritto quale quella del matrimonio, pur essendo comunque istituto rivestito di forma solenne, si perfeziona e si basa su una situazione di fatto, quella permanente della convivenza.
Ecco dunque da una concezione risalente uno spunto modernissimo !
I dati quantitativi e qualitativi indicano che, in Italia, diversamente dai Paesi del nord Europa, le convivenze sono, in genere, un passaggio verso il matrimonio.
Il fenomeno è comunque notevole, specialmente nelle fasce di età più giovani e nell’Italia del centro - nord, e merita attenzione, soprattutto per la necessità di sostenere le giovani coppie nel loro progetto di famiglia [7].

 Con lo stesso nome “ coppie di fatto “ si comprendono situazioni molto diverse.

 La diversificazione più notevole è tra coppie omosessuali ed eterosessuali, ma non è l’unica possibile.
La famiglia di fatto ( o more uxorio ) nasce, secondo il sociologo Marzio Barbagli [8], come reazione alla crescente instabilità coniugale, ma sta diventando sempre più spesso un’ alternativa al matrimonio.
Il ruolo della donna all’interno di queste unioni è profondamente cambiato: la natura flessibile delle stesse permette una maggiore intercambiabilità di genere, consente alla donna il lavoro extradomestico e di posticipare la nascita di un figlio [9].
Sulla natura della famiglia di fatto la dottrina è divisa, e la sua divisione risente delle posizioni ideologiche degli Autori.
Il Legislatore, fino ad oggi, si è limitato a prendere posizione su alcune questioni che riguardano la famiglia di fatto considerata solo sotto profili particolari, il più importante dei quali riguarda il rapporto di filiazione naturale.
Questa situazione di incertezza si riflette anche sugli orientamenti della giurisprudenza, che si attesta su posizioni contrastanti.
Ben si inserisce dunque la suddetta sentenza della sezione prima civile della Cassazione nel filone dell’innovazione giurisprudenziale.
Essa si basa su due concorrenti “ pilastri ” :  l’intervento della Corte Costituzionale n. 138 del 2010, nonchè quello della  Corte di Giustizia della Comunità Europea 24 giugno 2010.
La Suprema Corte colloca tali pronunce nella realtà italiana, dove la millenaria tradizione cattolica consente di avere solo atteggiamenti di cautela e prudenza.
E difatti la Cassazione mostra di tenere in giusto rispetto codesta tradizione, ma, anziché sussumerla sotto il concorrente profilo dell’inesistenza del negozio giuridico contratto tra due persone dello stesso sesso avente per oggetto la convivenza more uxorio,  si  limita a prendere atto dello status quo  legislativo, sollecitando, anzi, nuove pronunzie della Corte Costituzionale, e dunque nuove questioni sollevate dal giudice a quo.
Notevole è la presa in carico del mutato orientamento della Corte di Giustizia della Comunità Europea, la quale, secondo l’ interpretazione della Cassazione, avrebbe rimosso la condizione della diversità di sesso quale presupposto indefettibile per la celebrazione e/o la trascrizione del matrimonio, aprendo in tal modo alle unioni omosessuali.
In passato, la Carta fondamentale dell’Unione Europea si limitava a non prendere posizione sulla questione, non vietando, né del resto incoraggiando, le unioni omosessuali.
Quello  che è mutato, e che ha consentito questa scelta così decisa, che costituirà certamente un importante precedente, è il comune sentire, mutuato anche dalle ( pur diverse ) risoluzioni dei singoli Stati membri ( quasi tutti hanno oramai affrontato l’argomento, propendendo ora per il matrimonio, ovvero ( più spesso ) per una sorta di contratto che regoli la convivenza tra persone dello stesso sesso ).
La Cassazione non nasconde che la specifica questione processuale attiene non tanto alla trascrizione di un atto, quanto all’implicito postulato che due persone di sesso diverso possano contrarre matrimonio.
Le precedenti pronunce della Suprema Corte erano tutte orientate nel considerare la diversità di sesso requisito minimo indispensabile per la stessa “ esistenza “ del matrimonio civile come atto giuridicamente rilevante . [10]
Del resto, l’ intera disciplina dell’istituto, contenuta nel codice civile e nella legislazione speciale, richiede la diversità di sesso fra i coniugi.
La categoria dell’inesistenza ( la cui prima elaborazione risale ai canonisti medioevali ) impedirebbe qualsiasi effetto giuridico dell’atto di matrimonio, a differenza del matrimonio nullo che qualche effetto, seppure interinalmente, può produrre [11], se non fosse stata recepita dalla Cassazione, con questa innovativa sentenza, l’ interpretazione evolutiva del diritto comunitario ( vigente in quanto regolamento ) espressa dalla Corte di Giustizia che ha d’un colpo cancellato tale postulato.
Il problema della contrarietà di siffatta unione all’ ordine pubblico interno è quindi, a detta della Cassazione, mal posto, in quanto la questione della riconosciblità  dell’ unione tra persone dello stesso sesso come atto di matrimonio nell’ordinamento giuridico italiano esime, conseguentemente, il Collegio dall’affrontare la diversa e delicata questione dell’eventuale intrascrivibilità di questo genere di atti per la loro contrarietà all’ ordine pubblico.
La decisione della Corte di Giustizia si fonda su un’interpretazione decisamente evolutiva dell’art. 12 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’ uomo e delle libertà fondamentali e dell’art. 9 della Carta dei diritti fondamentali  dell’Unione europea .
Dai vincoli derivanti allo Stato italiano dall’ Ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali, in forza dell’ art. 117, primo comma, Cost., secondo il quale “ la potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonchè dei vincoli derivanti dall’ Ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali “, discende il necessario recepimento della caduta del postulato della diversità di sesso nel nostro Ordinamento.
Il secondo “ pilastro “  su cui si fonda la decisione della Cassazione è la sentenza n.  138 del 2010 della Corte Costituzionale, chiamata a decidere, in riferimento agli artt. 2, 3, 29 e 177, primo comma Cost., la questione di legittimità costituzionale degli artt. 93, 96, 98, 107, 108, 143 - bis, 156 - bis cod. civ., nella parte in cui , sistematicamente interpretati, non consentono che le persone di orientamento omosessuale non possano contrarre matrimonio con persone dello stesso sesso ( questione sollevata in una fattispecie analoga al caso in esame).
La questione sollevata in relazione agli artt. 3 e 29 Cost. è stata dichiarata non fondata, perchè è espressamente contemplata dal nostro codice civile l’unione solo tra persone di sesso diverso.
Ecco dunque che la rimozione del postulato della diversità di sesso come presupposto indefettibile del matrimonio “ cozza “ contro quanto statuito e previsto dal Legislatore italiano.
Una diversa valutazione costituirebbe atto di ermeneutica “ creativa “, come tale inammissibile, così come inammissibile è stata dichiarata la questione di legittimità costituzionale in riferimento all’art. 2 Cost., perchè volta ad ottenere una pronuncia additiva non costituzionalmente obbligata.
La Corte Costituzionale ha precisato che, sì, il concetto di famiglia “ costituzionalizzato “ è quello previsto e contemplato dal Legislatore nel codice civile; tuttavia non si possono non tenere presenti l’evoluzione della società e del costume.
Il problema si pone a livello di Costituzione materiale, quella cioè che recepisce i mutamenti del costume sociale ed etico di un Paese; tuttavia queste nuove ed importanti affermazioni non devono fare propendere per una costituzionalizzazione, con riferimento all’art. 2 Cost., del diritto al matrimonio tra persone dello stesso sesso.
L’affermazione veramente importante contenuta nella sentenza della Corte Costituzionale è, invero, il riconoscimento dell’ unione omosessuale come formazione sociale nella quale può espletarsi il diritto e la libertà del singolo.
La Suprema Corte sottolinea, altresì, come tale riconoscimento abbia portata assai più ampia del riconoscimento del diritto al matrimonio, tutelando la libertà dell’individuo nelle molteplici relazioni sociali in cui si svolge la vita di coppia.
Per un verso, dunque, questa sentenza della Corte Costituzionale “ prova troppo “ , per un altro verso essa non apre al matrimonio omosessuale, stante l’attuale legislazione italiana.
Tuttavia, ben può accadere che, in relazione a ipotesi particolari, sia riscontrabile la necessità di un trattamento omogeneo tra la condizione della coppia omosessuale e quella della coppia coniugata, trattamento che la Corte può garantire con il controllo di ragionevolezza ( così come è già avvenuto per le convivenze more uxorio) [12].
Infatti, il problema della coppia omosessuale che aspiri ad un riconoscimento legale di tale unione è solo la punta di un iceberg nel variegato arcipelago della nuova famiglia di fatto, fenomeno riscontrabile anche e soprattutto tra persone di sesso diverso [13].
Mentre molto si è fatto per garantire ed equiparare i figli naturali a quelli legittimi, posizione questa raggiunta già con la riforma del diritto di famiglia del 1975, l’assegnazione della casa di vita comune è ormai certa per l’ex convivente affidatario di figli minori [14], mentre il convivente non proprietario cui non siano stati affidati i figli è tenuto a rilasciare la casa familiare [15].
Secondo la Corte Costituzionale, le singole persone componenti una coppia omosessuale sono titolari del diritto fondamentale di vivere liberamente la loro condizione; essa auspica che il Parlamento possa intervenire, nell’esercizio della sua piena discrezionalità, a tutela di specifiche situazioni, come è già avvenuto per i conviventi eterosessuali more uxorio.
Questione completamente differente è l’equiparazione dell’ unione omosessuale al matrimonio: la Corte Costituzionale ha escluso che il diritto fondamentale di contrarre matrimonio sia riconosciuto dall’art. 2 della nostra Costituzione a persone dello stesso sesso.

 Orbene, poichè, a detta della Suprema Corte, la specifica fattispecie oggetto di giudizio, cioè la trascrivibilità o meno, nei registri dello stato civile italiano, di un atto di matrimonio di cittadini italiani dello stesso sesso, è ” del tutto estranea alle materie attribuite alla competenza dell’ Unione Europea” , ne consegue che sia riserva, anche ai sensi dell’ art. 9 della Carta, dei singoli Stati membri dell’ Unione garantire o meno tale diritto.
L’art. 9 della Carta, inoltre, lascia decidere ai singoli Stati se permettere o meno i matrimoni omosessuali, pur ammettendo che non vi sia, attualmente, “ alcun ostacolo  al riconoscimento delle unioni omosessuali nel contesto del matrimonio”.
Infatti, il matrimonio risente nelle proprie connotazioni sociali e culturali dell’etica dello Stato di appartenenza, nonché del suo vivere sociale, pur nel mutato contesto secondo il quale la nozione di famiglia non è più limitata alle relazioni basate sul matrimonio, posizione questa accolta dalla suprema Corte con deciso renvirement  rispetto a costante giurisprudenza secondo la quale la relazione emotiva e sessuale di una coppia omosessuale avrebbe costituito solo “ vita privata  “, ma non vita familiare.
Così, pur essendo stato ormai rimosso, nell’ Ordinamento comunitario,  l’ostacolo al matrimonio costituito dalla diversità di sesso, ed essendo ormai accettata quale unione familiare la convivenza tra omosessuali, la domanda dei ricorrenti non può essere accolta, non perchè il matrimonio tra persone dello stesso sesso sia inesistente, né perchè esso sia contrario all’ Ordine pubblico, bensì, semplicemente, perchè la legislazione italiana non lo prevede.
E’ ben noto, infatti, come nell’Ordinamento italiano il matrimonio possa trovare applicazione solamente quando i nubendi appartengano a sessi diversi[16].
Ciò non toglie che la coppia omosessuale abbia diritto ad una “ vita familiare “, e possa avere diritto ad un trattamento omogeneo a quello assicurato alla copia coniugata.
Spetterà alla giurisprudenza creatrice, dunque, sussumere le istanze innovatrici della costituzione materiale, in modo che anche la legislazione si possa evolvere, pur nel solco della tradizione, per venire incontro alle mutate esigenze del vivere civile.
Allo stato attuale esistono tre progetti di legge allo studio del nostro Parlamento, e specificamente l’Atto Senato n. 594, firmatario Poretti, avente ad oggetto “ modifiche al codice civile in materia di diritto a contrarre matrimonio “ ; l’ Atto Camera n. 2131, firmatario Perduca e Poretti, avente ad oggetto “ modifiche al Codice Civile in materia di  uguaglianza nell’ accesso al matrimonio “ e l’ Atto Senato n. 2263, firmatario Poretti, avente ad oggetto la “ riforma del diritto di famiglia “, di cui non è ancora iniziato l’esame, mentre sono già stati assegnati alla Commissione Giustizia l’ Atto Camera n. 1064, firmatari Bernardini e Beltrandi, avente ad oggetto  “ modifiche al Codice Civile e all’articolo 3 della Legge 1 dicembre 1970 n. 898, in materia di diritto a contrarre matrimonio e di eguaglianza giuridica fra i coniugi “; l’ Atto della Camera n. 1630, firmataria Concia, avente ad oggetto “ modifiche al Codice Civile in materia di testamento biologico, di disciplina di diritto di famiglia e della fecondazione assistita, al Codice Penale in materia di omicidio del consenziente e di atti di violenza o di persecuzione psicologica all’interno della famiglia, nonché al Codice di procedura civile in materia di disciplina della domanda di divorzio “.

 Numerose sono, dunque, le iniziative rivolte ad ottenere una regolamentazione delle unioni civili (ad esempio attraverso l’istituzione di un registro ad hoc); ratio sottesa ai vari progetti, comunque, è quella di estendere il più possibile il cosiddetto favor familiae a tutte quelle relazioni basate su affetto, solidarietà e, naturalmente, convivenza, evitando così una eventuale compressione del principio di eguaglianza, con conseguenti rischi di forti discriminazioni.

 La sentenza della Cassazione n. 4184/2012 rappresenta un coraggioso recepimento delle sentenze comunitarie, mixate con la realtà sociale più attuale, in un empito di giurisprudenza creatrice che mostra il definitivo superamento di un diritto di famiglia arroccato su posizioni retrograde, ed, al tempo stesso, l’apertura di orizzonti un tempo inimmaginabili. Una fine e un inizio.



[1] cfr. ex plurimis  Cass. Civ. n. 1808 del 1976; n. 1304 del 1992; n. 1739 del 1999; n. 7877 del 2001.

[2] cfr. anche le successive sentenze di manifesta inammissibilità e di manifesta infondatezza di analoghe questioni,  Corte Cost. n. 276 del 2010 e n. 4 del 2011.

[3] Prima sezione, caso Schalk e Kopf contro Austria.

[4] Corte Cost n. 138 del 2010;  Corte di Giustizia Comunità Europea 24 giugno 2010.

[5] Ulpiano, 5, 2.

[6] Così Wikipedia alla voce “matrimonio romano (diritto) “; Volterra, “ la nozione giuridica del connubium, in “ studi in memoria di E. Albertario”, e altresì “ Volterra, “ iniustum matrimonium ” in “Studi in onore di G. Scherillo”.

[7] F. Belletticoppie di fatto, quante, con quali progetti”; P. Donaticoppie di fatto, un’interpretazione sociologica”; G. Campaninicoppie di fatto, specchio di una crisi ?; F. D’ Agostino “ coppie di fatto, quale impegno per il giurista ? “, L. Lorenzetticoppie di fatto, uno stesso nome, realtà diverse” ” in Forum coppie di fatto, sociologia, morale, diritto, a cura dell’Associazione teologica italiana per lo studio della morale (Atisim), 2006.

[8] in Enciclopedia De Agostini www. sapere. it

[9] M. Aloise,famiglia di fatto: posizione del problema ”, tesi di laurea in corso di elaborazione.

[10] cfr., ex plurimis, le sentenze nn. 1808 del 1976; 1304 del 1990; 1739 del 1999; 7877 del 2000.

[11] cfr. artt. da 117 a 129 c.c.

[12] sent. n. 559 del 1989 e n. 404 del 1988.

[13] Vedi infra.

[14] C. Cost. 13 maggio 1998, n. 166 in Dir. fam. 1998, 1349;  Corte Cost., 21 ottobre 2005, n. 394, in Giur. cost., 2005, 5; Cass. sez. I, 26 maggio 2004 n. 10102, in Foro it., 2004, I, 2742; Tribunale Foggia, 9 agosto 2002, in Familia , 2003, 244; Tribunale Napoli, 11 luglio 2000, in Giur. Nap., 2001, 24; Tribunale Milano, 23 gennaio 1997, in Giur. it., 1998, 704; Tibunale Genova, 31 marzo 1987, in Dir. fam., 1988, 285,;

[15] vedi infra. Cfr. ivi e supra  C. Rimini e G. Viganò, diritto di famiglia, repertorio sistematico di giurisprudenza, CEDAM, seconda edizione, 2009.

[16] Per un commento vedi  Galluzzo, “ La Cassazione va in “ pressing “ sul legislatore per introdurre nuove regole in favore delle unioni gay “ e Finocchiaro, “ l’atto deve essere considerato inidoneo a produrre effetti giuridici nell’ Ordinamento “ ( commento alla sentenza  Cassazione Sezione I n. 4184/2012),  in  Guida al diritto n. 14, 31 marzo 2012.

 

 

 

Il Prof. Avv. Roberto Campagnolo è stato invitato giovedì 12.03.15 alla trasmissione televisiva in diretta su Sky ad esporre le ultime novità legislative in tema di separazioni e divorzi, visibili dal video soprastante.

 



Conferenza su successioni e donazioni, Roma.

Il Prof. Avv. Roberto Campagnolo durante la Conferenza su Separazioni Divorzi e Successioni a Roma.

 

_______________________________________________

 

 

Alla ricerca del testamento perduto.

 

L'avvocato Roberto Campagnolo ha pubblicato un articolo sulla rivista Patrimonio e Consulenza, aprile-giugno 2016, dal titolo "Alla ricerca del testamento perduto".

Potete Contattarci:

Menu Principale

Specializzazioni

Pubblicazioni

Monografie del Prof. Roberto Campagnolo:

Separazioni Divorzi Convivenze-01

“Separazioni Divorzi Convivenze”
Pubblicazione online
anno 2013.
Avvocato matrimonialista divorzista R. Campagnolo.

La famiglia di fatto, gli accordi matrimoniali, la destinazione della casa familiare, lo status unico di figlio, la bigenitorialità, l’affidamento esclusivo e condiviso, il divorzio breve, ecc.
 

Successioni mortis causa

“Successioni mortis causa”, UTET (Torino) 2011.

Successioni e donazioni

“Successioni e Donazioni”, Giuffrè (Milano) 2009.

Pubblicazioni collettanee del Prof. Avv. Roberto Campagnolo, CEDAM, 2005, con aggiornamenti biennali.

Linguaggio e regole diritto privato

"Linguaggio e regole del diritto privato. Casi, domande e schede.", Giovanni Iudica, Paolo Zatti, Ed. Cedam.

Casi pubblicati dal Prof. Avv. Roberto Campagnolo e trattati nelle lezioni presso l'Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano, in tema di separazioni, successioni, contratti.

Pubblicazioni del Prof. Roberto Campagnolo:

Codice Civile Annotato

Codice Civile Annotato
Editrice Egea
anno 2014.

Il Prof. Avv. Roberto Campagnolo ha collaborato con i più importanti docenti italiani per l'annotazione dell'ultimo codice civile per quanto riguarda la parte del diritto di famiglia e successioni.

Il Civilista
Giuffrè Editore.

L'avv. Roberto Campagnolo ha pubblicato sulla rivista Il Civilista l'articolo relativo all'ammissibilità della clausola arbitrale nel testamento e la sua relativa funzione di prevenire liti future tra gli eredi.

Donazioni indirette - Successioni

L'avv. prof. Roberto Campagnolo ha pubblicato per la rivista Patrimonia&Consulenza (Successioni e Protezione Patrimoniale) un articolo sulle donazioni indirette.
 
UN REGALO con mille cavilli   Il padre che paga la casa del figlio. La polizza assicurativa a favore di un terzo. Persino il trust può essere utilizzato per scopi liberali. Ma le donazioni indirette presentano diverse implicazioni  successorie e tributarie. Una guida ragionata per districarsi tra codici  e  giurisprudenza. di Roberto Campagnolo   Qualsiasi forma di donazione indiretta o di stipulazione a favore di terzo può realizzare una liberalità indiretta laddove l’attribuzione al terzo beneficiario sia ef- fettuata a titolo liberale e non sorretta da altra causa. Anche la remissione di un debito può essere utilizzata quale negozio mezzo per attuare una donazione indiretta, ogniqualvolta vi sia la volontà di avvantaggiare il debitore per mero spirito di liberalità e la remissione non sia, inve- ce, utilizzata per altri scopi, quale, ad esempio, ottenere benefici fiscali. Tra le ipotesi più frequenti, certamente, rientra l’assicura- zione a favore di terzo, precisando però che oggetto della donazione indiretta non sarà l’indennità pagata dall’assi- curatore, ma il premio pagato dal sottoscrittore. Di ciò si ha conferma in due specifiche disposizioni nor- mative: gli articoli 741 e 1923 del codice civile. Altri negozi che possono concretizzare un risultato liberale senza dover ricorrere al contratto tipico di donazione possono essere la delegazione, l’espromissione e l’accollo. Così come il trust, che potrebbe potenzialmente essere utilizzato per scopi liberali, ma non si potrà avere donazione indi- retta nei rapporti tra settlor e tru- stee o tra quest’ultimo e il benefi- cary, bensì solo ed esclusivamente in quelli intercorrenti tra settlor e beneficiario. Tuttavia, l’ammissibi- lità di tali ipotesi è fortemente di- scussa, ritenendosi da molti autori che una simile liberalità potrebbe violare alcune delle inderogabili norme sostanziali applicabili anche alle donazioni indirette (divieto di donazione di beni futuri, art. 771 c.c.; divieto di rappresentanza vo- lontaria nella donazione, art. 778 c.c.). Ma la figura che, certamente, si rinviene più spesso nella pratica di tutti i giorni e che comporta le più annose questioni in tema suc- cessorio è l’acquisto di un bene (generalmente un immobile) da parte di un soggetto (si ipotizzi, un figlio), con denaro somministrato da una diversa persona (nell’esem- pio, il padre). Tale risultato può essere raggiunto attraverso due diverse vie. Il padre interviene solo al momento del pagamento del prezzo e, attraver- so un adempimento del terzo (art. 1180 c.c.), salda il dovuto diretta- mente a favore del venditore. Ovvero, il padre potrebbe, ante- riormente all’acquisto, fornire al figlio la provvista necessaria all’ac- quisto. Secondo la giurisprudenza della Suprema Corte (fra tutte si veda Cass. Civ., Sez. 2, Sentenza n. 17604 del 04/09/2015), nel primo caso, oggetto della donazione in- diretta sarebbe l’immobile e non il denaro; nel secondo, invece, non si sarebbe in presenza di una dona- zione indiretta, ma di una dona- zione diretta del denaro. Appare opportuno sottolineare come la giurisprudenza abbia di recente precisato il proprio orien- tamento, affermando che si avrà donazione indiretta dell’immobile e non del denaro, solo laddove il pagamento effettuato dal terzo sia pari  all’intero  prezzo  pattuito per la vendita, giacché la corresponsio- ne del denaro costituisce una di- versa modalità per attuare l’iden- tico risultato giuridico-economico dell’attribuzione liberale dell’im- mobile esclusivamente nell’ipotesi in cui ne sostenga l’intero costo (così Cass. Civ., Sez. 2, Sentenza n. 2149 del 31/01/2014).  Donazione indiretta e donazione simulata Quando  si  tende  a  parificare    le ipotesi di donazione indiretta con quelle di simulazione, spesso, si può cade in errore. Ritornando alla figura più conosciuta di donazione indiretta (l’acquisto di un bene da parte del figlio, con denaro sommi- nistrato dal genitore), la donazione non va confusa con il diverso caso di trasferimento diretto dal genitore al figlio attraverso un negozio qualifi- cato dalle parti come “vendita”, ma senza che vi sia alcun effettivo paga- mento di un corrispettivo. In questa ipotesi, non si ha un negozio mezzo (la “vendita”) attraverso cui realiz- zare un arricchimento per spirito di liberalità; si avrà, invece, una vera e propria donazione diretta dissimu- lata. Si hanno, pertanto, due distinti negozi: uno reale (la donazione) ed uno fittizio (la vendita). Importante corollario di questa distinzione è la necessità che il negozio “fittizio” – nell’esempio la vendita – rispetti  i requisiti di forma imposti per i veri e propri negozi donativi, ossia l’atto pubblico notarile con l’irrinunciabi- le presenza dei testimoni, a pena di nullità.  Donazioni indirette e implicazioni successorie Tra  le  norme  di  carattere sostanziale dettate in materia di dona- zioni dirette e applicabili anche alle forme indirette di liberalità, una posizione di rilievo è occupata da quelle relative alla collazione, e imputazione. La realizzazione del- lo scopo liberale attraverso un ne- gozio mezzo non sottrae, infatti, il lascito munifico dagli obblighi ed oneri testé citati. Solo una espressa dispensa da imputazione e/o colla- zione potrà far sì che la    liberalità indiretta non sia soggetta alla re- lativa disciplina. Tutto ciò, ovvia- mente, nei soli limiti della quota disponibile. Così come le liberalità dirette, anche le donazioni indi- rette non possono ledere i diritti riservati dalla legge ai legittimari e, se lesive di tali diritti, saranno aggredibili con l’azione di riduzio- ne. Così, nell’esempio di acquisto di bene immobile con denaro del proprio genitore, il figlio, all’aper- tura della successione e qualora ne ricorrano i presupposti, sarà tenuto alla collazione del bene immobile ricevuto.  Analogamente,  il  legittimario leso che volesse agire in riduzione a tutela dei propri di- ritti, dovrebbe imputare (ai sensi dell’art. 564 c.c.) le donazioni, an- che indirette, ricevute in vita dal defunto.  Profili tributari nelle donazioni indirette L’Agenzia  delle  Entrate  ha avuto modo di precisare, nella circolare n. 30/E dell’11/08/2015 il pro- prio orientamento in ordine alla tassazione delle liberalità indiret- te. Avendo gli artt. 1 del D. Lgs. 346/1990 e 2, comma 47, del D.L. 262/2006, attribuito rilevanza fiscale ai fini dell’imposta di suc- cessione anche ai “trasferimenti di beni e diritti ... a titolo gratuito”, non si dubita che rientri nell’ambito applicativo ogni forma di liberalità tra vivi, compresa quella indiretta. L’imposta si applicherà tanto alle liberalità indirette risultanti da atti soggetti a registrazione, quanto a quelle caratterizzate dall’assenza di un atto soggetto a registrazione. Tuttavia, ai sensi dell’art. 1, com- ma   4-bis   D.Lgs.   346/1990  tale   imposta non dovrà essere applicata nei casi di donazioni o altre libe- ralità collegate ad atti concernenti il trasferimento o  la  costituzione di diritti immobiliari ovvero il tra- sferimento di aziende (non quote o azioni), qualora per l’atto sia pre- vista l’applicazione dell’imposta di registro, in misura proporzionale o dell’imposta sul valore aggiunto. Sempre con riferimento all’ipotesi più rilevante di donazione indi- retta sopra  richiamata,  pertanto,  in ragione dell’eccezione di cui sopra, sarà opportuno dichiarare nell’atto notarile  di  acquisto  che il pagamento è avvenuto a  cura del soggetto donante, in modo da garantire trasparenza non solo nei rapporti inter famigliari, bensì e soprattutto anche nei confronti dell’Agenzia delle Entrate. Al di fuori dei casi disciplinati dal- la norma in esame, anche le dona- zioni indirette saranno soggette ad imposta, ai sensi dell’art 56-bis del D.Lgs. 346/1990, armonizzato in ragione delle aliquote e franchi- gie attualmente vigenti. Pertanto, dette liberalità saranno tassate  dif-   ferentemente, a seconda che la do- nazione emerga a seguito di un ac- certamento condotto nei confronti del contribuente, ovvero derivi da registrazione volontaria delle parti. Nel primo caso l’aliquota sarà sempre pari all’8% e troveranno applicazione le franchigie previste in tema di imposta di successione  e donazione a seconda del grado di parentela o dello status del dona- tario (1 milione di euro per il per coniuge ed i parenti in linea   retta; 100.000 euro per fratelli e sorelle; 1,5 milioni di euro per soggetti portatori di handicap). Nelle ipotesi di registrazione vo- lontaria, invece, anche le aliquote saranno differenti, a seconda del grado  di  parentela  intercorrente tra donante e donatario; si appli- cherà, pertanto, l’aliquota del 4% alle donazioni tra coniugi o parenti in linea retta; del 6% a quelle tra fratelli o sorelle; dell’8% alle dona- zioni effettuate a favore di soggetti portatori di handicap). Anche in tali ipotesi rimarranno operative le franchigie sopra esa- minate.    Donatari, donanti e Agenzia delle Entrate: un breve vademecum  Nella prassi sono assai frequenti i casi di donazioni tra familiari: i genitori che versano del denaro sul conto del loro figlio per l’acquisto di un’auto o di un immobile. L’Agenzia delle Entrate ha necessità di verificare la tracciabilità dei bonifici sia in entrata che in uscita soprattutto quando vi sia uno scostamento del 20% rispetto al reddito normalmente percepito dal donatario. In poche parole l’amministrazione finanziaria deve verificare che non si tratti di somme cc.dd. “a nero”. Come cautelarsi?   Oltre all’indicazione della causale nel bonifico, sarà opportuno redigere una scrittu- ra privata tra donante (genitori) e donatario (figlio) nella quale si indichino le somme versate e la data del versamento.  Per far sì che la data sia certa basterà inviare anche a sé stessi la scrittura a mezzo raccomandata (il timbro postale renderà così la data certa ed incontestabile) o attra- verso lo scambio della scrittura con posta elettronica certificata.   Nota bene: la scrittura privata può essere utilizzata solo per le somme di modico valore; in caso contrario sarà necessario l’atto notarile.

Art Advisor

L'avv. prof. Roberto Campagnolo tiene una rubrica sul diritto dell'arte per la rivista Patrimonia&Consulenza (Successioni e Protezione Patrimoniale).
 
Qualche mese fa ha fatto scalpore il ritrovamen- to di un’opera di Caravaggio nella soffitta di una casa vicino a Tolosa  in  Francia, valutata intorno ai 120 milioni di euro. E che dire poi delle quotazioni stellari dei capolavori dei grandi maestri dell’arte moderna e contemporanea battute dalle case d’asta internazionali? Sfogliando le classifiche delle opere d’arte più costose si scopre per esempio che il dipinto di Pablo Picasso “Les Femmes d’Alger” è stato battuto ad un’asta di Christies’s a New York per 179,3 milioni di dollari, battendo tutti i record delle opere più costose della storia. E ancora il “Nu couché” di Amedeo Modigliani è stato aggiudicato per la stratosferica cifra di 170,4 milioni di dollari sempre durante un’asta di Christie’s a New York.    LUGLIO SETTEMBRE Successioni e Protezione Patrimoniale         Secondo un recente rapporto di Skate’s, uno dei principali operatori mondiali dell’art business, il mer- cato dell’arte ha raggiunto il valore di 53,8 miliardi di dollari, domi- nato da una ristretta élite di riser- vatissimi nomi, ma sempre più dif- fuso anche tra le fasce medio-alte di appassionati e investitori. L’ap- proccio all’arte come investimento è un’idea che all’estero è maturata già da diversi anni: il prototipo na- sce negli Stati Uniti nel 1979, e la Deutsche Bank ha messo insieme dal 1979 circa 50.000 opere d’ar-  te moderna offrendo consulenza, seguita poi da Citigroup Private Banking che offre questo servizio da oltre 20 anni grazie al proprio art advisory department situato a New York.  Ma chi è l’art advisory? Si tratta di una figura di mediazio- ne che associa alla conoscenza del- la storia dell’arte, capacità critiche e competenze economico-finan- ziarie. L’art advisor è infatti una figura professionale che ha preva- lentemente il compito di orientare i propri clienti nell’acquisto e/o inve- stimento in opere d’arte, indicando quando e cosa vendere e comprare, secondo le proposte di mercato, at- traverso un’attività di ricerca e ana- lisi del mercato dell’arte, con criteri di riservatezza, in alternativa alla vendita pubblica presso case d’asta. La consulenza è declinata in varie forme: da quella relativa alla fase di creazione di una collezione d’arte, che  comprende  sia  l’acquisto  sia la vendita, alla consulenza per le strategie di gestione e di valoriz- zazione personalizzate; da quella per la protezione dei patrimoni artistici  ereditati,  alla consulenza      tecnico-logistica, assicurativa e alla assistenza legale, con riguardo a singole opere d’arte o a intere col- lezioni. Nella maggior parte dei casi l’art advisor è una figura che opera in- dividualmente, come freelance. In Italia non esiste né un albo profes- sionale né un organo di controllo, quindi l’autodefinirsi art advisor comporta dei rischi per quanto ri- guarda la credibilità della figura, che non sempre è garanzia di    serietà  e  fiducia.  Allo stesso tempo, non esiste un percorso accademi- co ad hoc e assieme a una prepa- razione teorica storico-artistica è necessario affiancare esperienze pratiche, quali workshop, corsi professionali post laurea, la lettu- ra di articoli, la frequentazione di mostre, musei e gallerie d’arte. È fondamentale, inoltre, viaggiare e seguire l’andamento del mercato artistico attraverso le fiere e le aste. È importante  che  l’art  advisor sia   anche  un  legale,  in  quanto potrà così redigere durante le  trattati-  ve la c.d. LOI (lettera di intenti) sottoscritta dal futuro buyer, esa- minare le clausole del POF (lettera di garanzia di una banca del buyer) e redigere gli eventuali contratto preliminare e contratto definitivo. Ovviamente, saprà condurre le trattative con buona fede e discrezione, come richiede la propria deontologia professionale. Una garanzia in più per il closing.    Le opere d’arte e la successione di Roberto Campagnolo  Il D.Lgs. 346/90 prevede una tassazione con franchigie (1.000.000 di euro per coniuge e paren- ti in linea retta; 100.000 euro per fratelli e sorelle; 1.500.000 euro per soggetti portatori di handicap grave) ed aliquote variabili (del 4%, 6% ed 8%) in ragione del grado di parentela esistente tra il defunto e gli eredi. La tassazione (salve le eccezioni previste in ordine a beni immobili, partecipazioni sociali ed altri casi specifici) dovrebbe essere effettuata sulla base dei valori di mercato dei beni caduti in suc- cessione. In realtà, l’articolo 9 del D. Lgs. 346/90 prevede che si considerano compresi nell’attivo ereditario denaro, gioielli e mobilia per un importo pari al 10% del valore dell’asse ereditario netto (ossia, secondo l’orientamento prevalente, eccedente le even- tuali franchigie) anche se non dichiarati o se dichiarati per un importo inferiore. La norma in esame precisa che “si considera mobilia l’insieme dei beni mobili destinati all’uso o all’orna- mento delle abitazioni, compresi i beni culturali non sottoposti a vincolo”, potendosi far rientrare, quindi, in tale categoria cer- tamente le opere d’arte custodite in abitazioni private. Resta- no escluse da tale presunzione, pertanto, le opere custodite in luogo diverso, sulle quali dovrà applicarsi l’imposta in base al valore di mercato. Potrebbe ritenersi, semplicisticamente, non necessario indi- care nella dichiarazione di successione l’esistenza delle opere presenti all’interno di immobili di proprietà del defunto, avvantaggiandosi, in virtù della presunzione di cui sopra, di un indubbio vantaggio fiscale. Occorre, tuttavia, precisarsi come l’omessa indicazione potreb- be far sorgere problematiche in ordine alla prova sulla titolarità dell’opera, in caso di vendita da parte dell’erede. Deve, inoltre, segnalarsi come la disposizione normativa citata operi una presunzione, come tale superabile dalla prova contraria essendo, pertanto, consentito al contribuente di dimostrare, attraverso un dettagliato inventario dei beni, un imponibile inferiore.

Visitatori

348540

News


Lo Studio si occupa di negoziare per conto di privati opere d'arte e ha il mandato per negoziare opere d'arte dei seguenti artisti:  Warhol, Fontana, Castellani, Basquiat, Kandisnky, Rothko, Manzoni, Picasso, Modigliani, Dalì, Stucchi, Alfredo Verni.


 Unioni civili, ecco tutte le novità sulle coppie omosessuali ed etero, vedi l'articolo:

Novità sulle Unioni Civili.


L'ultimo saggio dell'avv. Roberto Campagnolo, Starry starry night, pubblicato nel numero di aprile 2016 da Diogene Magazine.


L'avv. Roberto Campagnolo ha pubblicato un saggio sull'amore, nella rivista Comunicazioni filosofiche, intitolato Divagazioni filosofiche sull'amore. Un arabesco.



Conferenze Successioni e Donazioni, questioni processuali.

Anche quest'anno 2016, a partire da ottobre, il Prof.Avv.Roberto Campagnolo tiene le conferenze sulle successioni processuali in forma di seminari e master:

Lo Studio Legale Campagnolo terrà in varie città d'Italia conferenze per Euroconference sul tema Successioni e Donazioni, questioni processuali.
Informazioni sulle conferenze:

Scarica la brochure:
                    Successioni e Donazioni

________

Lo studio valuta candidature per

  • Giovane dottore commercialista abilitato di Milano o provincia;

  • Collaboratore esperto in curatela fallimentare che conosca la 2a sezione del Tribunale di Milano;
  • Praticanti avvocato o giovani avvocati con comprovata esperienza in materia successoria, di famiglia e commerciale per collaborazione anche part time;
  • Praticanti notaio per collaborazione anche part time;
  • Esperti in arte moderna e contemporanea con comprovata esperienza nel settore.

 Comunichiamo altresì che lo Studio inizierà dei corsi trimestrali online Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , con assegnazione di compiti e spiegazione degli aspetti ereditari processuali più attuali, con esame e analisi degli istituti, così come emerge dalle conferenze, evidenziate nelle News, che lo Studio terrà nelle più importanti città italiane. L'iscrizione a tali corsi online tenuti dallo Studio Legale, sarà condizione necessaria per un'eventuale richiesta di inserimento nello Studio stesso (Milano, 29 settembre 2015).

________

 

La sottile angoscia della contemporaneità

  Il prof. avv. Roberto Campagnolo ha recentemente pubblicato un saggio sulla psicologia di Francis Bacon edito dalla casa editrice Dante Alighieri di Roma.

 

________

 

Le stelle

 

"Le stelle, questi corpi celesti che da sempre affascinano l’uomo, sono una costante nell’arte e nella cultura. Tali elementi racchiudono la propensione umana verso l’Infinito, il desiderio, la ricerca di eternità."
Articolo dell'avvocato Roberto Campagnolo: http://www.tafter.it/.../figli-delle-stelle/

 

________

 

L’amore da Platone a Galimberti, passando per Stendhal

"L’amore è parte della natura umana e come tale è decantato dalla notte dei tempi. L’evoluzione con cui filosofi, poeti e società si approcciano a tale sentimento è tuttavia mutata: da Stendhal ad oggi tanto si è scritto e detto"
Articolo dell'avvocato Roberto Campagnolo: http://www.tafter.it/.../lamore-da-platone-a-galimberti-passando-per-stendhal

________

Sulle tracce della “Vergine Orante” del Carracci a New York

"La “Vergine Orante” del Carracci è finita a New York in seguito ad una compravendita privata che ha lasciato molti dubbi sulla sua legittimità, come evidenziato dal critico Sgarbi che ha presentato denuncia in procura. Cerchiamo di capire cosa prevede il legislatore al riguardo delle opere italiane esportate all’estero."
Articolo dell'avvocato Roberto Campagnolo: http://www.tafter.it/../sulle-tracce-della-vergine-orante-del-carracci-a-new-york/

________

L’energia delle ombre: Alberto Giacometti

L'avv. Roberto Campagnolo ha recentemente pubblicato sulla testata on line Tafter un articolo sulla figura di Alberto Giacometti, pittore e scultore, "Quanta espressività racchiudono quelle sculture sottili che sembrano spezzarsi? L’arte di Alberto Giacometti, tra le più apprezzate nelle recenti vendite all’asta, continua a sorprenderci e a stimolare riflessioni sempre attuali". L'articolo è pubblicato alla seguente pagina:

http://www.tafter.it/..../energia-delle-ombre-alberto-giacometti/

________

Banksy, ovvero l’ironia al potere.

L'avv. Roberto Campagnolo ha recentemente pubblicato sulla testata on line Tafter un commento su "writers" e "arte di strada" analizzando in particolare la figura di Banksy. L'articolo è pubblicato alla seguente pagina:

http://www.tafter.it/..../banksy-ovvero-lironia-al-potere/...

________

Quella sottile angoscia della contemporaneità. Francis Bacon, oggi.

Uno stralcio del saggio sulla psicologia di Francis Bacon, ripresa su Tafter.it

http://www.tafter.it/../quella-sottile-angoscia....../

e su Social Channel:

http://www.socialchannel.it/.....

L'articolo è disponibile sul sito dello studio.

Continua...

________

Il David col fucile ed il valore di un’icona artistica.

L'avv. Roberto Campagnolo ha recentemente commentato sulla famosa testata on line Tafter il caso del David di Michelangelo impiegato in una pubblicità di armi, con una verifica della legislazione in materia. L'articolo è pubblicato alla seguente pagina:

http://www.tafter.it/..../il-david-di-michelangelo...

________

Vendita all’asta della collezione Mirò: una sfida persa per il Portogallo?

L'avv. Roberto Campagnolo ha recentemente fornito alla famosa testata on line Tafter il parere richiestogli da Christie's in merito alla diatriba internazionale riguardante il caso del celeberrimo Mirò, articolo che si può leggere alla seguente pagina:

http://www.tafter.it/2014...collezione-miro-una-sfida-persa-per-il-portogallo/

________

Collaborazione con Alimentazione e Salute.

Lo Studio Legale Roberto Campagnolo è in contatto con il sito Alimentazione e Salute, tenuto dal Carabiniere Pietro Bisanti, al fine di tutelare a livello di volontariato le persone che hanno subito dei torti o dei danni derivanti da psicofarmaci o sostanze tossiche. All'uopo, avv. Roberto Campagnolo ha redatto la prefazione al libro "La psichiatria moderna vista con gli occhi di un carabiniere", ove l'autore spiega la pericolosità e gli effetti delatorii conseguenti all'assunzione degli psicofarmaci, in modo particolare con effetto della recaptazione della serotonina.

________

Lavoratori autonomi e pagamenti in ritardo. Ecco cosa fare

Un articolo su La Repubblica. L'articolo è disponibile alla seguente pagina: http://d.repubblica.it/....fatture_pagamenti_in_ritardo_.....

"Complice la crisi, il ritardo nei pagamenti delle fatture per i lavoratori autonomi è in aumento. Cosa fare per correre ai ripari e recuperare i crediti in sospeso? Ecco i passi da seguire..."

_______

Mutuo: cosa succede quando si divorzia?

L'avvocato Campagnolo scrive sul quotidiano La Repubblica su questioni di diritto di famiglia. L'articolo è disponibile alla seguente pagina: http://d.repubblica.it/famiglia/.........

L'avvocato illustra le potenziali soluzioni per correre ai ripari, che ci siano figli minorenni o meno.

_______

Separazione consensuale senza tribunale

Dal 15 settembre 2014 la separazione consensuale può essere effettuata direttamente dallo Studio Legale Campagnolo senza più ricorrere al Tribunale.

Continua...

________

Gli accordi pre matrimoniali tra coniugi.

Gli accordi pre matrimoniali tra coniugi, ultimo articolo on line pubblicato dall'avv. Roberto Campagnolo. Segue l'articolo.

Continua...
________

Il nuovo ruolo del padre nell’affidamento dei figli.

Alla luce delle novità introdotte dalla legge n. 154/2013: “revisione delle disposizioni vigenti in materia di filiazione, a norma dell’ art. 2 della Legge 10 dicembre 2012 n. 219“, concernente il nuovo ruolo del padre nell’affidamento dei figli, sono stati esaminati, tra gli altri, i quesiti e le varie ipotesi sotto indicate...

Continua...
________

Separazione e divorzio in 6 mesi.
Il divorzio breve, divorzio estero.

Lo studio è altresì specializzato in problematiche riguardanti il diritto di famiglia e divorzi all’estero (come stabilito dalle norme della Comunità Europea): bastano infatti pochi documenti e nel giro di sei mesi è possibile ottenere la sentenza di divorzio.

Continua...
________

Nuove frontiere e tecniche nel diritto di famiglia: Separazione e divorzio collaborativo.

La separazione collaborativa, attualizzata dallo Studio, viene vista come un metodo alternativo e stragiudiziale che permette di evitare un procedimento contenzioso e trovare una soluzione soddisfacente per tutti i componenti della famiglia.

Continua...

________

Il testamento olografo, forme del testamento.

Lo Studio Legale Campagnolo è specializzato nel trattamento di Eredità, Successioni, Testamento. In particolare sulle forme del testamento, validità del testamento in relazione alle circostanze in cui il testatore ha provveduto alla stesura dell'atto: testamento pubblico, privato, firma sulle pagine del testamento.

Continua...

________

 

Studio Legale Campagnolo citato su "www.thefirstluxuryintheworld.com".

Lo studio legale Campagnolo con la sua sede storica 'Palazzo Cicogna' è stato inserito nel sito "www.thefirstluxuryintheworld.com" come uno tra i più belli del mondo.

http://thefirstluxuryoftheworld.com/index.php....