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Preconcordato fallimentare

Il Preconcordato Fallimentare: un nuovo istituto
per evitare il fallimento.
                                              

avv. R. Campagnolo

 

Legge 11/9/2012 n. 134

 

- Il preconcordato. Per accedere al preconcordato l’azienda in difficoltà deve depositare in Tribunale la domanda di concordato e gli ultimi tre bilanci.

- Aziende intoccabili. In questa fase (che dura 60 giorni, estendibili in casi eccezionali a 180) l’azienda deve preparare il piano del concordato e non è aggredibile dai creditori: nel frattempo prosegue l’ amministrazione ordinaria, mentre per gli atti di amministrazione straordinaria serve il via libera del Tribunale.

- Accordi e fallimento. Se entro il termine stabilito dal Tribunale l’ impresa non deposita una proposta di concordato (o in alternativa accordo di ristrutturazione stragiudiziale) su istanza di un creditore o del Pubblico Ministero e accertata l’ insolvenza arriva il fallimento.

Il fallimento dell’ imprenditore è normalmente connotato da un alone negativo, soprattutto in considerazione del rischio insolvenza [1].

Intraprendere la strada del concordato è rischioso, e persino i creditori temono di essere attratti nel fallimento.

Oggi come oggi, tuttavia, il quadro legislativo è mutato, a condizione che il fallimento sia riconosciuto subito e senza dilazioni, utilizzando, se del caso, anche il meccanismo del controllo della contabilità.

Più in particolare, ai sensi dell’ art. 67 comma 3 lettera d) l. fall. si deve procedere ad una riconsiderazione della parte più qualificata della compagine creditoria, attraverso la predisposizione di un piano di risanamento, che consenta la stabilizzazione degli atti fallimentari.

La legge n. 134/2012, di fatto, ha apportato una serie consistente di innovazioni nelle procedure di gestione della crisi d’ impresa: piani attestati, accordi di ristrutturazione dei debiti, concordato preventivo. Tutti metodi basati sulla negoziazione debitore - creditori.

 La riforma del diritto fallimentare ha dunque introdotto nel nostro Ordinamento un modello di gestione della crisi dell’ impresa che privilegia le soluzioni negoziali (cd. “ privatizzazione della crisi “).

Il piano di risanamento è atto interno del debitore; tuttavia esso diventa vincolante nei confronti del terzo creditore il quale ne sia venuto a conoscenza anteriormente all’ atto di disposizione del credito.

Il piano dovrebbe altresì assicurare la trasparenza finanziaria, riequilibrando il rapporto fra passività e attività.

Predisporre il piano finanziario rientra nei dettagli operativi di management.

Quello che necessita il manager che si occupi di gestire il piano finanziario è di avere un quadro corretto e completo del risultato aziendale, scevro dalle imposte e dagli oneri finanziari. Per far questo, egli deve anzitutto valutare la stratificazione finanziaria, quale risulta a bilancio [2], predisponendo a tal fine un EBIT e un EBITDA.

L’ EBIT è, infatti, l’ espressione del risultato aziendale prima delle imposte e degli oneri finanziari; il suo acronimo inglese è Earnings Before Interests and Taxes.

Se nella formulazione degli indici di bilancio esso è utilizzato per ottenere il ROI (return on investment, dato da EBIT/ capitale netto), ed è indice della redditività del capitali complessivamente investiti in azienda, a prescindere dalla loro provenienza, la funzione informativa dell’ EBIT, nel nostro caso, si esplica prevalentemente nell’ esprimere il reddito che l’azienda è in grado di generare, prima della remunerazione del capitale, latamente inteso.

L’ EBIT è collocato nel Conto Economico Riclassificato, e va confrontato con l’ EBITDA, in inglese Earnings Before Interests Taxes Depreciation and Amortization, detto anche MOL (margine operativo lordo)

Quest ultimo è un indicatore che evidenzia il reddito di un’ azienda basato sulla sua gestione caratteristica, al lordo, quindi, di interessi (gestione finanziaria), tasse (gestione fiscale), deprezzamento dei beni e ammortamenti.

l'EBITDA è molto simile al valore dei flussi di cassa prodotti da una azienda, e quindi fornisce l'indicazione più significativa al fine di valutarne il valore.

EBIT e EBITDA sono legati dalle seguenti relazione in termini di bilancio:

FATTURATO - COSTO PRODOTTO VENDUTO -

COSTO SERVIZI = VALORE AGGIUNTO.

VALORE AGGIUNTO - COSTO DEL PERSONALE = MARGINE OPERATIVO LORDO (MOL o EBITDA).

MARGINE OPERATIVO LORDO - AMMORTAMENTI = MARGINE OPERATIVO NETTO (MON o REDDITO OPERATIVO o EBIT).

Il MOL permette ai manager, ma anche agli analisti finanziari, di vedere chiaramente se l’ azienda è in salute, ed in grado di generare ricchezza al netto della gestione finanziaria, la quale non sempre fornisce una percezione corretta del risultato aziendale.

Più in particolare, le perdite operative sono espressione di un vero e proprio dissesto aziendale, poiché segnalano una crisi economica in stadio molto avanzato, non altrimenti risolvibile se non con pesanti interventi di riconversione e di ristrutturazione, mentre la perdita di solidità patrimoniale è di per sé un grave fenomeno di deterioramento dell’ equilibrio aziendale.[3]

Le crisi che concernono più specificamente il settore produttivo possono essere determinate da un’ inefficienza riferita all’ azienda nel suo complesso, per l’ aggravamento dell’ incidenza dei costi sui ricavi.

Spesso è necessaria una completa ridefinizione dell’ orientamento strategico dell’ impresa, con conseguente rimozione di inefficienze operative nella fase logistica, in quella produttiva, in quella distributiva, in quella amministrativa.

Tramite questi strumenti contabili e gestionali è dunque possibile per il manager avere un quadro che consenta di gestire il piano finanziario in maniera chiara e completa.

Tale visione, infatti, è la sola che permetta di accertarsi se l’ azienda abbia un margine per la ripresa della normale attività [4].

Il piano strategico può contemplare il ricorso a strumenti finanziari straordinari, come una ricapitalizzazione, versamento da parte dei soci di somme a fondo perduto, vendita di determinati assets, etc...

Riclassificando il conto economico si può, ad esempio, individuare possibili inefficienze in alcuni settori cd. “ strategici “ dell’ impresa.

Allo stesso modo, la riclassificazione dello stato patrimoniale, evidenziando i debiti a medio e lungo termine e il capitale netto, mostra la composizione della struttura patrimoniale dell’ impresa, e consente di rilevare eventuali disfunzioni, quale l’ eccessiva rigidità degli investimenti, oppure un non corretto rapporto investimenti /capitale di proprietà, indice di un margine di struttura negativo.

Il piano deve essere attestato da un professionista iscritto nella lista dei revisori contabili; e’ comunque solo una volta approvato dai creditori, in genere selezionati (e spesso solo del gruppo bancario), che il piano di risanamento acquista una valenza di vera e propria convenzione.

In tal modo, l’ impresa evita il fallimento, ed ha la possibilità di recuperare in un determinato arco di tempo la piena operatività; i creditori che hanno sottoscritto l’ accordo beneficiano della non revocabilità degli atti, pagamenti e garanzie prestate e contemplate nel piano e nella convenzione.

Inoltre, quando si entra nel preconcordato fallimentare tutti i crediti maturati vanno in prededuzione e saranno i primi ad essere pagati.

Ora l’impresa in regime di preconcordato può più agevolmente pagare alcuni crediti (previamente congelati), cedere beni o richiedere nuovi finanziamenti.

Questa procedura è più snella e veloce che nel passato, soprattutto poiché non è prevista l’omologa da parte del Tribunale.

Ciò è possibile a meno che il piano di risanamento non sia successivamente dichiarato inefficace, e si apra il fallimento. Tale rischio è sempre concreto, e in caso di grave dissesto è dunque preferibile il ricorso all’ art. 182 bis l. fall., o addirittura al concordato preventivo, entrambe gli istituti richiedenti, ad ogni buon conto, l’ omologa da parte del Tribunale. Si ritiene che il piano di risanamento sia riconducibile alla categoria dei “piani industriali e finanziari “ di cui all’ art. 2381 c. c., per i quali è prevista l’ attribuzione all’ organo di gestione. Questi sarà sempre responsabile per l’ adozione e l’ esecuzione del piano. Il manager incaricato della predisposizione del piano si avvarrà sovente di un consulente esterno, soprattutto in caso di adozione di un piano particolarmente complesso. Egli comunque apporterà le proprie competenze di businness per comprendere il contesto esterno (trend macroeconomici, mercato, settore ecc...) ed interno (organizzazione e processi di businness), oltre al possesso di requisiti contabili e di competenze in materia di diritto societario e fallimentare, per ridurre i rischi dell’ imprenditore in caso d’ insolvenza. Il piano deve essere redatto nella precipua prospettiva della continuità aziendale, e la sua durata, stimabile in 3 - 5 anni, deve essere finalizzata al recupero delle reali potenzialità di risanamento e riequilibrio aziendale. Anche nel caso in cui la procedura sfoci in un concordato che determini la liquidazione è comunque possibile salvare e cedere rami d’azienda. In merito al contenuto del piano, esso deve essere volto a consolidare un indirizzo strategico, con formulazione della diagnosi ed indicazione della terapia, a partire dalla situazione patrimoniale, economica, finanziaria, organizzativa, di mercato. L’ attestatore analizzerà il piano, e più in particolare verificherà la sua intrinseca coerenza. Particolarmente interessante, a questo proposito, è la cosiddetta sensitivity analysis, ossia l’applicazione di scenari alternativi (migliorativi o peggiorativi) sulla scorta di eventuali modifiche alle assunzioni di base. L’andamento del piano, infine, va attentamente monitorato, onde verificare il raggiungimento, ante obiettivo, di tappe fondamentali (milestones), che indichino il corretto procedere operativo. Nel caso in cui si verifichino scostamenti significativi rispetto al piano, può rendersi necessaria una revisione; infine qualora il piano non possa più essere eseguito nei tempi e modi prefissati, gli atti di disposizione successivi alla verificazione dello scostamento non godranno più della esclusione dalla revocatoria [5].

con la cortese collaborazione dell’ avvocato G. Nazzari

 


[1] Giorgio Meo : I piani “ di risanamento “ previsti dall’art. 67 l. fall, in Giurisprudenza Commerciale, 1, 2011

[2] Significativo al riguardo il documento dell’ Organismo Italiano di Contabilità, dal titolo: “ ristrutturazione del debito ed informativa di bilancio “, in cui viene correttamente inquadrato il problema della rilevazione contabile dei processi di ristrutturazione.

[3] P. Bastia, Pianificazione e controllo dei risanamenti aziendali, Torino, 1996, 143 ss; A. Danovi, Crisi d’ impresa e risanamento finanziario nel sistema italiano, Milano, 2003, 13-

[4] Ferro, Commento all’ art. 67 co. 3 lett. d, in La legge fallimentare, Commentario teorico - pratico a cura di Ferro, Padova , Cedam, 2007, 476;

Stasi, I piani di risanamento e di ristrutturazione nella legge fallimentare, in Il Fallimento, 2006, 861; Ambrosini, Intervento alla tavola rotonda su “ gli accordi di ristrutturazione e il piano di risanamento” in “il nuovo diritto delle crisi d’ impresa “, a cura di Jorio, Milano, Giuffrè, 2009, 92.

[5] Reply consulting: “ il piano ex art. 67 co 3° lett. d) l. fall: criticità e punti di attenzione “.


 

 

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Specializzazioni

Pubblicazioni

Pubblicazioni scientifiche redatte dall. Avv. Campagnolo

l'Avvocato Campagnolo dal 1984 si occupa di Successioni e Testamenti ed è stato docente di diritto privato presso l’Università Bocconi di Milano

Successioni mortis causa

“Successioni mortis causa”, UTET (Torino) 2011.

Successioni e donazioni

“Successioni e Donazioni”, Giuffrè (Milano) 2009.

Linguaggio e regole diritto privato

Pubblicazioni collettanee del Prof. Avv. Roberto Campagnolo, CEDAM, 2005, con aggiornamenti biennali.

"Linguaggio e regole del diritto privato. Casi, domande e schede.", Giovanni Iudica, Paolo Zatti, Ed. Cedam.

Casi pubblicati dal Prof. Avv. Roberto Campagnolo e trattati nelle lezioni presso l'Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano, in tema di separazioni, successioni, contratti

Codice Civile Annotato

Codice Civile Annotato
Editrice Egea
anno 2014.

Il Prof. Avv. Roberto Campagnolo ha collaborato con i più importanti docenti italiani per l'annotazione dell'ultimo codice civile per quanto riguarda la parte del diritto di famiglia e successioni.



Il Civilista
Giuffrè Editore.

L'avv. Roberto Campagnolo ha pubblicato sulla rivista Il Civilista l'articolo relativo all'ammissibilità della clausola arbitrale nel testamento e la sua relativa funzione di prevenire liti future tra gli eredi.

Donazioni indirette - Successioni

L'avv. prof. Roberto Campagnolo ha pubblicato per la rivista Patrimonia&Consulenza (Successioni e Protezione Patrimoniale) un articolo sulle donazioni indirette.
 
UN REGALO con mille cavilli   Il padre che paga la casa del figlio. La polizza assicurativa a favore di un terzo. Persino il trust può essere utilizzato per scopi liberali. Ma le donazioni indirette presentano diverse implicazioni  successorie e tributarie. Una guida ragionata per districarsi tra codici  e  giurisprudenza. di Roberto Campagnolo   Qualsiasi forma di donazione indiretta o di stipulazione a favore di terzo può realizzare una liberalità indiretta laddove l’attribuzione al terzo beneficiario sia ef- fettuata a titolo liberale e non sorretta da altra causa. Anche la remissione di un debito può essere utilizzata quale negozio mezzo per attuare una donazione indiretta, ogniqualvolta vi sia la volontà di avvantaggiare il debitore per mero spirito di liberalità e la remissione non sia, inve- ce, utilizzata per altri scopi, quale, ad esempio, ottenere benefici fiscali. Tra le ipotesi più frequenti, certamente, rientra l’assicura- zione a favore di terzo, precisando però che oggetto della donazione indiretta non sarà l’indennità pagata dall’assi- curatore, ma il premio pagato dal sottoscrittore. Di ciò si ha conferma in due specifiche disposizioni nor- mative: gli articoli 741 e 1923 del codice civile. Altri negozi che possono concretizzare un risultato liberale senza dover ricorrere al contratto tipico di donazione possono essere la delegazione, l’espromissione e l’accollo. Così come il trust, che potrebbe potenzialmente essere utilizzato per scopi liberali, ma non si potrà avere donazione indi- retta nei rapporti tra settlor e tru- stee o tra quest’ultimo e il benefi- cary, bensì solo ed esclusivamente in quelli intercorrenti tra settlor e beneficiario. Tuttavia, l’ammissibi- lità di tali ipotesi è fortemente di- scussa, ritenendosi da molti autori che una simile liberalità potrebbe violare alcune delle inderogabili norme sostanziali applicabili anche alle donazioni indirette (divieto di donazione di beni futuri, art. 771 c.c.; divieto di rappresentanza vo- lontaria nella donazione, art. 778 c.c.). Ma la figura che, certamente, si rinviene più spesso nella pratica di tutti i giorni e che comporta le più annose questioni in tema suc- cessorio è l’acquisto di un bene (generalmente un immobile) da parte di un soggetto (si ipotizzi, un figlio), con denaro somministrato da una diversa persona (nell’esem- pio, il padre). Tale risultato può essere raggiunto attraverso due diverse vie. Il padre interviene solo al momento del pagamento del prezzo e, attraver- so un adempimento del terzo (art. 1180 c.c.), salda il dovuto diretta- mente a favore del venditore. Ovvero, il padre potrebbe, ante- riormente all’acquisto, fornire al figlio la provvista necessaria all’ac- quisto. Secondo la giurisprudenza della Suprema Corte (fra tutte si veda Cass. Civ., Sez. 2, Sentenza n. 17604 del 04/09/2015), nel primo caso, oggetto della donazione in- diretta sarebbe l’immobile e non il denaro; nel secondo, invece, non si sarebbe in presenza di una dona- zione indiretta, ma di una dona- zione diretta del denaro. Appare opportuno sottolineare come la giurisprudenza abbia di recente precisato il proprio orien- tamento, affermando che si avrà donazione indiretta dell’immobile e non del denaro, solo laddove il pagamento effettuato dal terzo sia pari  all’intero  prezzo  pattuito per la vendita, giacché la corresponsio- ne del denaro costituisce una di- versa modalità per attuare l’iden- tico risultato giuridico-economico dell’attribuzione liberale dell’im- mobile esclusivamente nell’ipotesi in cui ne sostenga l’intero costo (così Cass. Civ., Sez. 2, Sentenza n. 2149 del 31/01/2014).  Donazione indiretta e donazione simulata Quando  si  tende  a  parificare    le ipotesi di donazione indiretta con quelle di simulazione, spesso, si può cade in errore. Ritornando alla figura più conosciuta di donazione indiretta (l’acquisto di un bene da parte del figlio, con denaro sommi- nistrato dal genitore), la donazione non va confusa con il diverso caso di trasferimento diretto dal genitore al figlio attraverso un negozio qualifi- cato dalle parti come “vendita”, ma senza che vi sia alcun effettivo paga- mento di un corrispettivo. In questa ipotesi, non si ha un negozio mezzo (la “vendita”) attraverso cui realiz- zare un arricchimento per spirito di liberalità; si avrà, invece, una vera e propria donazione diretta dissimu- lata. Si hanno, pertanto, due distinti negozi: uno reale (la donazione) ed uno fittizio (la vendita). Importante corollario di questa distinzione è la necessità che il negozio “fittizio” – nell’esempio la vendita – rispetti  i requisiti di forma imposti per i veri e propri negozi donativi, ossia l’atto pubblico notarile con l’irrinunciabi- le presenza dei testimoni, a pena di nullità.  Donazioni indirette e implicazioni successorie Tra  le  norme  di  carattere sostanziale dettate in materia di dona- zioni dirette e applicabili anche alle forme indirette di liberalità, una posizione di rilievo è occupata da quelle relative alla collazione, e imputazione. La realizzazione del- lo scopo liberale attraverso un ne- gozio mezzo non sottrae, infatti, il lascito munifico dagli obblighi ed oneri testé citati. Solo una espressa dispensa da imputazione e/o colla- zione potrà far sì che la    liberalità indiretta non sia soggetta alla re- lativa disciplina. Tutto ciò, ovvia- mente, nei soli limiti della quota disponibile. Così come le liberalità dirette, anche le donazioni indi- rette non possono ledere i diritti riservati dalla legge ai legittimari e, se lesive di tali diritti, saranno aggredibili con l’azione di riduzio- ne. Così, nell’esempio di acquisto di bene immobile con denaro del proprio genitore, il figlio, all’aper- tura della successione e qualora ne ricorrano i presupposti, sarà tenuto alla collazione del bene immobile ricevuto.  Analogamente,  il  legittimario leso che volesse agire in riduzione a tutela dei propri di- ritti, dovrebbe imputare (ai sensi dell’art. 564 c.c.) le donazioni, an- che indirette, ricevute in vita dal defunto.  Profili tributari nelle donazioni indirette L’Agenzia  delle  Entrate  ha avuto modo di precisare, nella circolare n. 30/E dell’11/08/2015 il pro- prio orientamento in ordine alla tassazione delle liberalità indiret- te. Avendo gli artt. 1 del D. Lgs. 346/1990 e 2, comma 47, del D.L. 262/2006, attribuito rilevanza fiscale ai fini dell’imposta di suc- cessione anche ai “trasferimenti di beni e diritti ... a titolo gratuito”, non si dubita che rientri nell’ambito applicativo ogni forma di liberalità tra vivi, compresa quella indiretta. L’imposta si applicherà tanto alle liberalità indirette risultanti da atti soggetti a registrazione, quanto a quelle caratterizzate dall’assenza di un atto soggetto a registrazione. Tuttavia, ai sensi dell’art. 1, com- ma   4-bis   D.Lgs.   346/1990  tale   imposta non dovrà essere applicata nei casi di donazioni o altre libe- ralità collegate ad atti concernenti il trasferimento o  la  costituzione di diritti immobiliari ovvero il tra- sferimento di aziende (non quote o azioni), qualora per l’atto sia pre- vista l’applicazione dell’imposta di registro, in misura proporzionale o dell’imposta sul valore aggiunto. Sempre con riferimento all’ipotesi più rilevante di donazione indi- retta sopra  richiamata,  pertanto,  in ragione dell’eccezione di cui sopra, sarà opportuno dichiarare nell’atto notarile  di  acquisto  che il pagamento è avvenuto a  cura del soggetto donante, in modo da garantire trasparenza non solo nei rapporti inter famigliari, bensì e soprattutto anche nei confronti dell’Agenzia delle Entrate. Al di fuori dei casi disciplinati dal- la norma in esame, anche le dona- zioni indirette saranno soggette ad imposta, ai sensi dell’art 56-bis del D.Lgs. 346/1990, armonizzato in ragione delle aliquote e franchi- gie attualmente vigenti. Pertanto, dette liberalità saranno tassate  dif-   ferentemente, a seconda che la do- nazione emerga a seguito di un ac- certamento condotto nei confronti del contribuente, ovvero derivi da registrazione volontaria delle parti. Nel primo caso l’aliquota sarà sempre pari all’8% e troveranno applicazione le franchigie previste in tema di imposta di successione  e donazione a seconda del grado di parentela o dello status del dona- tario (1 milione di euro per il per coniuge ed i parenti in linea   retta; 100.000 euro per fratelli e sorelle; 1,5 milioni di euro per soggetti portatori di handicap). Nelle ipotesi di registrazione vo- lontaria, invece, anche le aliquote saranno differenti, a seconda del grado  di  parentela  intercorrente tra donante e donatario; si appli- cherà, pertanto, l’aliquota del 4% alle donazioni tra coniugi o parenti in linea retta; del 6% a quelle tra fratelli o sorelle; dell’8% alle dona- zioni effettuate a favore di soggetti portatori di handicap). Anche in tali ipotesi rimarranno operative le franchigie sopra esa- minate.    Donatari, donanti e Agenzia delle Entrate: un breve vademecum  Nella prassi sono assai frequenti i casi di donazioni tra familiari: i genitori che versano del denaro sul conto del loro figlio per l’acquisto di un’auto o di un immobile. L’Agenzia delle Entrate ha necessità di verificare la tracciabilità dei bonifici sia in entrata che in uscita soprattutto quando vi sia uno scostamento del 20% rispetto al reddito normalmente percepito dal donatario. In poche parole l’amministrazione finanziaria deve verificare che non si tratti di somme cc.dd. “a nero”. Come cautelarsi?   Oltre all’indicazione della causale nel bonifico, sarà opportuno redigere una scrittu- ra privata tra donante (genitori) e donatario (figlio) nella quale si indichino le somme versate e la data del versamento.  Per far sì che la data sia certa basterà inviare anche a sé stessi la scrittura a mezzo raccomandata (il timbro postale renderà così la data certa ed incontestabile) o attra- verso lo scambio della scrittura con posta elettronica certificata.   Nota bene: la scrittura privata può essere utilizzata solo per le somme di modico valore; in caso contrario sarà necessario l’atto notarile.

Art Advisor

L'avv. prof. Roberto Campagnolo tiene una rubrica sul diritto dell'arte per la rivista Patrimonia&Consulenza (Successioni e Protezione Patrimoniale).
 
Qualche mese fa ha fatto scalpore il ritrovamen- to di un’opera di Caravaggio nella soffitta di una casa vicino a Tolosa  in  Francia, valutata intorno ai 120 milioni di euro. E che dire poi delle quotazioni stellari dei capolavori dei grandi maestri dell’arte moderna e contemporanea battute dalle case d’asta internazionali? Sfogliando le classifiche delle opere d’arte più costose si scopre per esempio che il dipinto di Pablo Picasso “Les Femmes d’Alger” è stato battuto ad un’asta di Christies’s a New York per 179,3 milioni di dollari, battendo tutti i record delle opere più costose della storia. E ancora il “Nu couché” di Amedeo Modigliani è stato aggiudicato per la stratosferica cifra di 170,4 milioni di dollari sempre durante un’asta di Christie’s a New York.    LUGLIO SETTEMBRE Successioni e Protezione Patrimoniale         Secondo un recente rapporto di Skate’s, uno dei principali operatori mondiali dell’art business, il mer- cato dell’arte ha raggiunto il valore di 53,8 miliardi di dollari, domi- nato da una ristretta élite di riser- vatissimi nomi, ma sempre più dif- fuso anche tra le fasce medio-alte di appassionati e investitori. L’ap- proccio all’arte come investimento è un’idea che all’estero è maturata già da diversi anni: il prototipo na- sce negli Stati Uniti nel 1979, e la Deutsche Bank ha messo insieme dal 1979 circa 50.000 opere d’ar-  te moderna offrendo consulenza, seguita poi da Citigroup Private Banking che offre questo servizio da oltre 20 anni grazie al proprio art advisory department situato a New York.  Ma chi è l’art advisory? Si tratta di una figura di mediazio- ne che associa alla conoscenza del- la storia dell’arte, capacità critiche e competenze economico-finan- ziarie. L’art advisor è infatti una figura professionale che ha preva- lentemente il compito di orientare i propri clienti nell’acquisto e/o inve- stimento in opere d’arte, indicando quando e cosa vendere e comprare, secondo le proposte di mercato, at- traverso un’attività di ricerca e ana- lisi del mercato dell’arte, con criteri di riservatezza, in alternativa alla vendita pubblica presso case d’asta. La consulenza è declinata in varie forme: da quella relativa alla fase di creazione di una collezione d’arte, che  comprende  sia  l’acquisto  sia la vendita, alla consulenza per le strategie di gestione e di valoriz- zazione personalizzate; da quella per la protezione dei patrimoni artistici  ereditati,  alla consulenza      tecnico-logistica, assicurativa e alla assistenza legale, con riguardo a singole opere d’arte o a intere col- lezioni. Nella maggior parte dei casi l’art advisor è una figura che opera in- dividualmente, come freelance. In Italia non esiste né un albo profes- sionale né un organo di controllo, quindi l’autodefinirsi art advisor comporta dei rischi per quanto ri- guarda la credibilità della figura, che non sempre è garanzia di    serietà  e  fiducia.  Allo stesso tempo, non esiste un percorso accademi- co ad hoc e assieme a una prepa- razione teorica storico-artistica è necessario affiancare esperienze pratiche, quali workshop, corsi professionali post laurea, la lettu- ra di articoli, la frequentazione di mostre, musei e gallerie d’arte. È fondamentale, inoltre, viaggiare e seguire l’andamento del mercato artistico attraverso le fiere e le aste. È importante  che  l’art  advisor sia   anche  un  legale,  in  quanto potrà così redigere durante le  trattati-  ve la c.d. LOI (lettera di intenti) sottoscritta dal futuro buyer, esa- minare le clausole del POF (lettera di garanzia di una banca del buyer) e redigere gli eventuali contratto preliminare e contratto definitivo. Ovviamente, saprà condurre le trattative con buona fede e discrezione, come richiede la propria deontologia professionale. Una garanzia in più per il closing.    Le opere d’arte e la successione di Roberto Campagnolo  Il D.Lgs. 346/90 prevede una tassazione con franchigie (1.000.000 di euro per coniuge e paren- ti in linea retta; 100.000 euro per fratelli e sorelle; 1.500.000 euro per soggetti portatori di handicap grave) ed aliquote variabili (del 4%, 6% ed 8%) in ragione del grado di parentela esistente tra il defunto e gli eredi. La tassazione (salve le eccezioni previste in ordine a beni immobili, partecipazioni sociali ed altri casi specifici) dovrebbe essere effettuata sulla base dei valori di mercato dei beni caduti in suc- cessione. In realtà, l’articolo 9 del D. Lgs. 346/90 prevede che si considerano compresi nell’attivo ereditario denaro, gioielli e mobilia per un importo pari al 10% del valore dell’asse ereditario netto (ossia, secondo l’orientamento prevalente, eccedente le even- tuali franchigie) anche se non dichiarati o se dichiarati per un importo inferiore. La norma in esame precisa che “si considera mobilia l’insieme dei beni mobili destinati all’uso o all’orna- mento delle abitazioni, compresi i beni culturali non sottoposti a vincolo”, potendosi far rientrare, quindi, in tale categoria cer- tamente le opere d’arte custodite in abitazioni private. Resta- no escluse da tale presunzione, pertanto, le opere custodite in luogo diverso, sulle quali dovrà applicarsi l’imposta in base al valore di mercato. Potrebbe ritenersi, semplicisticamente, non necessario indi- care nella dichiarazione di successione l’esistenza delle opere presenti all’interno di immobili di proprietà del defunto, avvantaggiandosi, in virtù della presunzione di cui sopra, di un indubbio vantaggio fiscale. Occorre, tuttavia, precisarsi come l’omessa indicazione potreb- be far sorgere problematiche in ordine alla prova sulla titolarità dell’opera, in caso di vendita da parte dell’erede. Deve, inoltre, segnalarsi come la disposizione normativa citata operi una presunzione, come tale superabile dalla prova contraria essendo, pertanto, consentito al contribuente di dimostrare, attraverso un dettagliato inventario dei beni, un imponibile inferiore.

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News


Lo Studio si occupa di negoziare per conto di privati opere d'arte e ha il mandato per negoziare opere d'arte dei seguenti artisti:  Warhol, Fontana, Castellani, Basquiat, Kandisnky, Rothko, Manzoni, Picasso, Modigliani, Dalì, Stucchi, Alfredo Verni.


 Unioni civili, ecco tutte le novità sulle coppie omosessuali ed etero, vedi l'articolo:

Novità sulle Unioni Civili.


L'ultimo saggio dell'avv. Roberto Campagnolo, Starry starry night, pubblicato nel numero di aprile 2016 da Diogene Magazine.


L'avv. Roberto Campagnolo ha pubblicato un saggio sull'amore, nella rivista Comunicazioni filosofiche, intitolato Divagazioni filosofiche sull'amore. Un arabesco.



Conferenze Successioni e Donazioni, questioni processuali.

Anche quest'anno 2016, a partire da ottobre, il Prof.Avv.Roberto Campagnolo tiene le conferenze sulle successioni processuali in forma di seminari e master:

Lo Studio Legale Campagnolo terrà in varie città d'Italia conferenze per Euroconference sul tema Successioni e Donazioni, questioni processuali.
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                    Successioni e Donazioni

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Lo studio valuta candidature per

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La sottile angoscia della contemporaneità

  Il prof. avv. Roberto Campagnolo ha recentemente pubblicato un saggio sulla psicologia di Francis Bacon edito dalla casa editrice Dante Alighieri di Roma.

 

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Le stelle

 

"Le stelle, questi corpi celesti che da sempre affascinano l’uomo, sono una costante nell’arte e nella cultura. Tali elementi racchiudono la propensione umana verso l’Infinito, il desiderio, la ricerca di eternità."
Articolo dell'avvocato Roberto Campagnolo: http://www.tafter.it/.../figli-delle-stelle/

 

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L’amore da Platone a Galimberti, passando per Stendhal

"L’amore è parte della natura umana e come tale è decantato dalla notte dei tempi. L’evoluzione con cui filosofi, poeti e società si approcciano a tale sentimento è tuttavia mutata: da Stendhal ad oggi tanto si è scritto e detto"
Articolo dell'avvocato Roberto Campagnolo: http://www.tafter.it/.../lamore-da-platone-a-galimberti-passando-per-stendhal

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Sulle tracce della “Vergine Orante” del Carracci a New York

"La “Vergine Orante” del Carracci è finita a New York in seguito ad una compravendita privata che ha lasciato molti dubbi sulla sua legittimità, come evidenziato dal critico Sgarbi che ha presentato denuncia in procura. Cerchiamo di capire cosa prevede il legislatore al riguardo delle opere italiane esportate all’estero."
Articolo dell'avvocato Roberto Campagnolo: http://www.tafter.it/../sulle-tracce-della-vergine-orante-del-carracci-a-new-york/

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L’energia delle ombre: Alberto Giacometti

L'avv. Roberto Campagnolo ha recentemente pubblicato sulla testata on line Tafter un articolo sulla figura di Alberto Giacometti, pittore e scultore, "Quanta espressività racchiudono quelle sculture sottili che sembrano spezzarsi? L’arte di Alberto Giacometti, tra le più apprezzate nelle recenti vendite all’asta, continua a sorprenderci e a stimolare riflessioni sempre attuali". L'articolo è pubblicato alla seguente pagina:

http://www.tafter.it/..../energia-delle-ombre-alberto-giacometti/

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Banksy, ovvero l’ironia al potere.

L'avv. Roberto Campagnolo ha recentemente pubblicato sulla testata on line Tafter un commento su "writers" e "arte di strada" analizzando in particolare la figura di Banksy. L'articolo è pubblicato alla seguente pagina:

http://www.tafter.it/..../banksy-ovvero-lironia-al-potere/...

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Quella sottile angoscia della contemporaneità. Francis Bacon, oggi.

Uno stralcio del saggio sulla psicologia di Francis Bacon, ripresa su Tafter.it

http://www.tafter.it/../quella-sottile-angoscia....../

e su Social Channel:

http://www.socialchannel.it/.....

L'articolo è disponibile sul sito dello studio.

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Il David col fucile ed il valore di un’icona artistica.

L'avv. Roberto Campagnolo ha recentemente commentato sulla famosa testata on line Tafter il caso del David di Michelangelo impiegato in una pubblicità di armi, con una verifica della legislazione in materia. L'articolo è pubblicato alla seguente pagina:

http://www.tafter.it/..../il-david-di-michelangelo...

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Vendita all’asta della collezione Mirò: una sfida persa per il Portogallo?

L'avv. Roberto Campagnolo ha recentemente fornito alla famosa testata on line Tafter il parere richiestogli da Christie's in merito alla diatriba internazionale riguardante il caso del celeberrimo Mirò, articolo che si può leggere alla seguente pagina:

http://www.tafter.it/2014...collezione-miro-una-sfida-persa-per-il-portogallo/

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Collaborazione con Alimentazione e Salute.

Lo Studio Legale Roberto Campagnolo è in contatto con il sito Alimentazione e Salute, tenuto dal Carabiniere Pietro Bisanti, al fine di tutelare a livello di volontariato le persone che hanno subito dei torti o dei danni derivanti da psicofarmaci o sostanze tossiche. All'uopo, avv. Roberto Campagnolo ha redatto la prefazione al libro "La psichiatria moderna vista con gli occhi di un carabiniere", ove l'autore spiega la pericolosità e gli effetti delatorii conseguenti all'assunzione degli psicofarmaci, in modo particolare con effetto della recaptazione della serotonina.

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Lavoratori autonomi e pagamenti in ritardo. Ecco cosa fare

Un articolo su La Repubblica. L'articolo è disponibile alla seguente pagina: http://d.repubblica.it/....fatture_pagamenti_in_ritardo_.....

"Complice la crisi, il ritardo nei pagamenti delle fatture per i lavoratori autonomi è in aumento. Cosa fare per correre ai ripari e recuperare i crediti in sospeso? Ecco i passi da seguire..."

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Mutuo: cosa succede quando si divorzia?

L'avvocato Campagnolo scrive sul quotidiano La Repubblica su questioni di diritto di famiglia. L'articolo è disponibile alla seguente pagina: http://d.repubblica.it/famiglia/.........

L'avvocato illustra le potenziali soluzioni per correre ai ripari, che ci siano figli minorenni o meno.

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Separazione consensuale senza tribunale

Dal 15 settembre 2014 la separazione consensuale può essere effettuata direttamente dallo Studio Legale Campagnolo senza più ricorrere al Tribunale.

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Gli accordi pre matrimoniali tra coniugi.

Gli accordi pre matrimoniali tra coniugi, ultimo articolo on line pubblicato dall'avv. Roberto Campagnolo. Segue l'articolo.

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Il nuovo ruolo del padre nell’affidamento dei figli.

Alla luce delle novità introdotte dalla legge n. 154/2013: “revisione delle disposizioni vigenti in materia di filiazione, a norma dell’ art. 2 della Legge 10 dicembre 2012 n. 219“, concernente il nuovo ruolo del padre nell’affidamento dei figli, sono stati esaminati, tra gli altri, i quesiti e le varie ipotesi sotto indicate...

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Separazione e divorzio in 6 mesi.
Il divorzio breve, divorzio estero.

Lo studio è altresì specializzato in problematiche riguardanti il diritto di famiglia e divorzi all’estero (come stabilito dalle norme della Comunità Europea): bastano infatti pochi documenti e nel giro di sei mesi è possibile ottenere la sentenza di divorzio.

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Nuove frontiere e tecniche nel diritto di famiglia: Separazione e divorzio collaborativo.

La separazione collaborativa, attualizzata dallo Studio, viene vista come un metodo alternativo e stragiudiziale che permette di evitare un procedimento contenzioso e trovare una soluzione soddisfacente per tutti i componenti della famiglia.

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Il testamento olografo, forme del testamento.

Lo Studio Legale Campagnolo è specializzato nel trattamento di Eredità, Successioni, Testamento. In particolare sulle forme del testamento, validità del testamento in relazione alle circostanze in cui il testatore ha provveduto alla stesura dell'atto: testamento pubblico, privato, firma sulle pagine del testamento.

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Studio Legale Campagnolo citato su "www.thefirstluxuryintheworld.com".

Lo studio legale Campagnolo con la sua sede storica 'Palazzo Cicogna' è stato inserito nel sito "www.thefirstluxuryintheworld.com" come uno tra i più belli del mondo.

http://thefirstluxuryoftheworld.com/index.php....